Domenica 23 Settembre 2018
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IL MESTIERE DEL MEDICO

 

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La scelta della professione medica è una sfida di coraggio che si compie per motivazioni latenti o manifeste, e in ogni caso conferisce un’identità che non si può abbandonare una volta svestito il camice.

La differenza più sostanziale tra le categorie di medici che conosco è quella che distingue i medici curanti dai medici incuranti, come dice bene Ludovico Guarnieri, scrittore e “malato esperto”.

La sezione qui proposta vuole essere un approfondimento sulle tematiche mediche, con particolare attenzione agli argomenti di gastroenterologia ed endoscopia digestiva, ma vuole anche offrire una serie di testimonianze trasversali alla disciplina medica.

La scelta di pubblicare su questo blog episodi personali, notizie e corrispondenze oltre che articoli di natura medica e divulgativa, ha il solo obiettivo di rispondere a un’esigenza di condivisione dei molteplici aspetti della professione medica.

Spesso è attraverso il confronto che si possono scoprire problematiche, dubbi e idee comuni, e così tentare di abbattere molte delle barriere che anche nel mestiere del medico ancora oggi (r)esistono.

 

 




Fare il medico. Le ragioni di una scelta.
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Fare il medico. Le ragioni di una scelta. La ricerca, che ha preso il via nel 2012, continua con un nuovo questionario somministrato agli studenti del quarto anno

Progetto 25 oggi ha incontrato gli studenti della Facoltà di Medicina di Salerno. Continua il lavoro di ricerca che si propone di indagare sulle motivazioni del...la scelta di fare il medico.
Cosa cambia nel percorso di studi ?
Dalle risposte al questionario di oggi avremo certamente novità interessanti.della facoltà di Medicina di Salerno.

 
Cristina
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Provare a raccontare la prima esperienza in emergenza di un giovane medico. Con le parole di quella notte.

 

Cristina mi appare lucida e tagliente.
Pur nell’emergenza di un evento terribile i suoi occhi restano fissi sull’obiettivo della vita.
E’ stato il cellulare di servizio a tirarmi giù dal letto.
“ Forza dottore ci siamo “. La voce di Mario, infermiere professionale con la sagoma di chi conosce tutto della vita, mi catapulta dal sonno ai colori lividi della notte.
Ematemesi in giovane donna di anni 39.
E’ la mia prima volta a Milano. Il mio primo intervento in emergenza. E’ anche la tua prima volta, Cristina.
Il vomito di sangue è il motivo del nostro primo incontro. Non è frequente vedere subito quel fiotto isolato di sangue che zampilla inarrestabile da una varice dell’esofago, con un campo visivo peraltro chiaro e nitido.
L’atossisclerolo che chiude quella varice esofagea è guidato da una mano ferma e precisa, sostenuta forse da chi ha deciso di far sfiorare le nostre vite.
Mario mi guarda con un misto di ammirazione e stupore.
L’emorragia si è arrestata, ma aspetto qualche momento in più, non mi sembra possibile Cristina, è già tutto finito.
All’alba l’aria è nitida come i tuoi occhi. Il sole appena nato sfiora la tua storia di giovane architetto affetta da cirrosi alcoolica.
Preferisco tornare a casa a piedi. Camminando lentamente i pensieri, talvolta, tornano fluidi e trovano un loro ordine logico.
Lo sguardo con il quale ci siamo lasciati mi rasserena. Questa tempesta è ormai alle nostre spalle. Ma la tua storia si riaffaccia.
Immagino la sofferenza che ti ha portato a bere, all’abuso, alla dipendenza. A ciò che vuoi cancellare e che puntualmente ogni volta riemerge. Cristina il tuo fegato ha ceduto.
Quel torrente di sangue che ho ancora negli occhi trascina il mio pensiero agli studi, al perché ho scelto questa professione, ai miei maestri, alle tecniche endoscopiche.
E poi ti rivedo. Non ci conosciamo Cristina. Eppure questa notte è dentro di me. Ha il tuo volto, affilato e consapevole.
“ Dotto’ , sei arrivato a casa? “ . La voce di Mario al telefono è cambiata. Sembra la voce di un padre che rassicura un figlio. Forse è la voce di mio padre. O quella di tuo padre, Cristina.
“ Certo Mario, tutto bene “.

 
Sintesi di un dialogo con mio nipote
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Ma perché dovrei venire ad uno dei tanti convegni ad annoiarmi? mi chiedi. “Non potrai mai annoiarti”, ti rispondo.

Ami comprendere le cose, nei tuoi occhi osservo la luce riflessa della tua voglia di scoprire la vita, tanto a fondo da analizzarla, renderla oggetto e soggetto di una scelta, quella universitaria, che segna una virata in avanti nel tuo percorso.

Dovresti venire perché si tratterà di questo; di come tu e i tuoi coetanei vi avvicinate alla scelta universitaria, e di quali speranze si nutre un ragazzo che decide di studiare medicina.

Qualcuno ti farà osservare anche la crudeltà di questo mondo, ma alla fine nulla sarà mai più forte di quella luce riflessa, a cui dovrai sempre affidarti, nella vita, per compiere le tue scelte ed essere felice.

 

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