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Il rapporto medico-paziente PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Provenza   
Venerdì 09 Marzo 2012 14:17

 

MONDOMALATO2

Nella pratica medica, uno dei fattori capaci talvolta di determinare il buon esito di una malattia, è il rapporto di comunicazione che si instaura con ogni singolo paziente, dal momento dell’approccio e per tutto il resto del tempo in cui ci si troverà a contatto.
La componente etica e comportamentale riveste da sempre un’importanza cruciale nella professione medica; è giusto, dunque, tenere viva l’attenzione, monitorare e supportare questa importante tematica.
Per quanto lontani dai tempi in cui il trattamento riservato dal medico ai suoi pazienti era di tipo “paternalistico” (quando cioè le indicazioni terapeutiche dello specialista non erano argomenti da discutere o da comprendere, ma piuttosto dettami da “eseguire”), è ancora di fondamentale importanza affrontare questo tema e soprattutto adottare pratiche virtuose nella relazione con i propri pazienti.
La realtà che viviamo oggi e gli strumenti di comunicazione ed informazione offerti dall’odierna società, evidenziano un netto cambiamento nel rapporto delle persone con i concetti di medicina, salute, malattia e cure mediche.

Solo per citare alcuni aspetti che rendono più complesso questo rapporto, è necessario ricordare che:
o   l’incessante progresso delle biotecnologie e della farmacoterapia ha cambiato e continua, con l’avanzare della ricerca, a cambiare le condizioni di cura e le speranze di guarigione e di sopravvivenza delle persone.
o   Un concetto fondamentale come quello della prevenzione sta assumendo sempre maggior rilevanza sia grazie a politiche di governo che grazie ad un più alto livello di cultura e consapevolezza della propria salute da parte delle persone.holding-hands
o   La disponibilità, grazie ai mezzi di comunicazione, di accedere a una vastissima mole di informazioni relative alle problematiche mediche, fa sì che le persone approccino alla malattia - e a colui che è deputato ad indicare la via per curarla, con un bagaglio di nozioni, informazioni e a volte timori di partenza ben più articolato che in passato.

Tutte queste ragioni, unitamente ad altre di natura umana ed etica, rivestono un’importanza centrale nell’instaurare una base positiva su cui poggiare il rapporto tra medico e paziente.

Un trattamento ancor più delicato è riservato al rapporto medico-paziente durante la degenza ospedaliera. Le conoscenze tecnologiche, l’informatizzazione ed i progressi della terapia medica hanno fatto sì che i tempi di ricovero si riducessero enormemente, e sebbene questo sia un fatto estremamente positivo, porta in sé il limite di rendere più difficile la comunicazione tra medico e paziente.
Il rapporto medico-paziente, soprattutto lo spazio dedicato al dialogo e al racconto di dettagli a volte intimi della malattia, in questi casi si arricchisce di una difficoltà maggiore dettata dai tempi più ristretti della degenza.
E’ facile comprendere la complessità di un argomento così delicato e ricco di valori fondamentali, come la tutela della salute e della dignità dell’uomo, dove il ruolo di ogni medico si realizza a pieno soltanto quando ha la capacità di curare efficacemente, comunicare con le persone ed abbracciare le sofferenze altrui.

Non a caso, uno dei principali temi del Convegno che aprirà la serie di iniziative condotte sotto il nome di “Progetto25”, sarà proprio quello della relazione tra medico e paziente. Un argomento che ha bisogno sempre di nuovo sostegno perché possa essere un valore integrante e solido della cultura sanitaria.

 

Fonti foto 1: "Il mondo malato"  (S.Zampieri, L. Zampieri, T. Reggianini, Martinelli, Abdel Hafit, classe 5A)

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Marzo 2012 08:53 )
 

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